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Malato terminale salvo grazie agli Omega-3?


La comunità scientifica è scossa dal caso di un malato terminale statunitense affetto da istiocitoma fibroso maligno con lesioni multiple in entrambi i polmoni che senza intervento chirurgico né chemioterapia (i suoi medici curanti lo avevano dato per spacciato), ma solo con dosi elevate di acidi grassi omega-3 introdotti nella sua dieta grazie all'olio di pesce, ha avuto un lento ma marcato miglioramento. Il paziente è tuttora asintomatico dopo 5 anni di trattamento e le TAC hanno determinato una riduzione delle masse tumorali del 90 per cento. Pur con la dovuta cautela, il caso del signor D.H. sta sollevando il più vivo interesse degli scienziati.
L’uomo, un 78enne di Reno, in Nevada, era un vicino di casa di Ronald S. Pardini, professore di Biochimica e direttore associato della Nevada Agricultural Experiment Station presso l’University of Nevada. Una volta ricevuta la terribile diagnosi, l’uomo si è rivolto a Pardini, autore in passato di ricerche che avevano dimostrato che l’assunzione di acidi grassi omega-3 diminuiva significativamente la crescita delle cellule tumorali mammarie, ovariche, pancreatiche, del colon e della prostata in topi di laboratorio.
“Nel 2000 al signor D.H. sono stati diagnosticati solo pochi mesi di vita”, spiega Pardini. “Ma cinque anni dopo D.H. è ancora vivo e ha persino guadagnato peso”. Il signor D.H., invece che a un intervento chirurgico o a un ciclo di chemioterapia, è stato sottoposto ad un intervento nutrizionale teso ad incrementare drasticamente l’assunzione di acidi grassi omega-3 mediante il consumo di olio di pesce e a diminuire viceversa l’assunzione di omega-6. 
“Abbiamo stimato un consumo quotidiano per D.H. di 15 grammi di acido eicosapentenoico omega-3 (EPA) e di acido docosaesaneoico (DHA) al giorno, e la percentuale di acido linoleico/omega-3 nella sua dieta era di 0,81”, spiega Pardini. “Nei 5 anni finora trascorsi una serie di TAC e radiografie polmonari hanno registrato una lenta ma costante diminuzione in numero e dimensioni dei noduli bilaterali. Il signor D.H. non ha denunciato effetti collaterali particolari dovuti al grande consumo di olio di pesce ed è rimasto asintomatico”.



Fonte: Pardini RS, Wilson D Schiff S et al. Nutritional Intervention With Omega-3 Fatty Acids in a Case of Malignant Fibrous Histiocytoma of the Lungs. Nutrition and Cancer 2005; 52(2): 121-9. doi:10.1207/s15327914nc5202_2.

 
 
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Gli omega 3 possono essere integrati con diversi tipi di obiettivi:
• a dosaggi minimi, per garantirci la sopravvivenza: la Società Italiana di Nutrizione Umana ha stabilito un fabbisogno quotidiano (RDA) compreso fra 0,8-1,5 g di omega-3 a seconda dell'età e del sesso
(1 capsula di A-M B-Well PGFO è sufficiente);
• a dosaggi maggiori per raggiungere un benessere psico-fisico e per aumentare le prestazioni a livello sportivo e nella dieta a Zona: 1-2g di omega-3 al giorno (equivalenti a 2 - 4 capsule di A-M B-Well PGFO);
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